...Il Blog di Campaegli e dei Monti Simbruini...

martedì 26 gennaio 2010

Rinnovo Consiglio di Amministrazione Consorzio di Castel'Amato

"E' costituito un Consorzio denominato "Consorzio di Castel Amato" fra tutti i proprietari di terreni e fabbricati ricadenti nel comprensorio di circa 80 ettari, sito in località Campaegli nel Comune di Cervara di Roma, il cui territorio è compreso nel Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, istituito con Legge regionale n. 8 del 29 gennaio 1983..."
Ho riportato qui sopra uno stralcio dell'articolo 1 dello Statuto del Consorzio di Castel'Amato di Campaegli. Tale Consorzio è chiamato nei prossimi giorni (Ufficiosamente per la metà di febbraio) al rinnovo del proprio consiglio di amministrazione. In vista di questa scadenza, per evitare conclusioni peggiori delle attuali o comunque malsane nel futuro di Campaegli, un gruppo di persone interessate ,(di cui anche io faccio parte) durante la stagione estivo-autunnale si è riunito più volte per parlare e discutere con basi solide sul destino di Campaegli. Da questi incontri sono state selezionate 5 persone, Tra cui il Sottoscritto, che oltre ad essere unite da Campaegli stessa, credono di avere motivazione e forza per dare a Campaegli quello che merita. La lotta al degrado, alla morosità ed il confronto con gli enti locali (Comune e Parco in primis),limitando le spese, saranno gli obiettivi di questo gruppo completamente volontario, che gratuitamente darà il proprio tempo e la propria professionalità avendo quindi un solo scopo: Migliorare la vita a Campaegli!.
Personalmente mettere a disposizione la mia passione e la mia conoscenza dell'ambiente montano per Campaegli mi rende entusiasta, in quanto, a mio avviso si continua a non avere la consapevolezza di trovarsi in montagna, e quindi non ci si comporta di conseguenza, ma non voglio ora riprendere discorsi già fatti ripetutamente su questo blog.
Quindi invito tutti i consorziati ad essere presenti di persona o per delega alla prossima riunione. Allego per maggiore chiarezza sui candidati e sulle proposte avanzate, il Volantino di Presentazione del Gruppo in modo che tutti possano esprimere il proprio voto come meglio credano.
Marco

VOLANTINO DI PRESENTAZIONE GRUPPO

martedì 22 dicembre 2009

OK per la Provincia!

La prima "Grande ondata" di freddo e neve è arrivata!!
Quello che al momento premeva a noi "campaegliani" era proprio il problema spalamento neve data la provincializzazione della strada Cervara-Campaegli, che ha messo in discussione anche le competenze di spalatura!.
A mio avviso i mezzi della provincia (mezzo con pala e spargisale)e la provincia stessa hanno centrato l'obiettivo e la percorribilità della strada è stata più che buona, la formazione di ghiaccio è stata molto ben controllata con lo spargimento di ingenti quantità di sale ed anche a temperature molto inferiori ai -10 C° non ci sono stati grandi problemi. Ovviamente le catene a bordo o pneumatici da neve sono d'obbligo!!!!
Unica pecca purtroppo è il sale, non troppo apprezzato per le innumerevoli caratteristiche negative sia dal punto di vista ambientale (Non scordiamoci che siamo in un Parco Naturale Link Sale Antigelo) che da quello "Corrosivo". D'altronde ad oggi non si ha una vero è proprio surrogato, o meglio non c'è un surrogato con le stesse caratteristiche di anti-congelamento allo stesso prezzo!! Comunque tralasciando questo particolare direi un Bel OK per la provincia!
A questo primo segno di "Provincializzazione concreta" seguiranno con l'arrivo della bella stagione tutte le opere per mettere in sicurezza la strada, compresa la segnaletica (Cartellonistica e striscie).

Colgo l'occasione per Augurare a TUTTI UN SERENO e FELICE NATALE.

martedì 17 novembre 2009

Provincializzazione strada Cervara di Roma - Campaegli

Riporto quello che sono riuscito finora a trovare "DI IMPORTANTE, CERTO E SICURO" qui sotto con i relativi Link (Che invito ad aprire) per evitare di lanciare notizie non proprio esatte.
Invito anche a scrivere nei commenti dove per ragioni di spazio è possibile riportare molte più informazioni dello shout mix che a molti, sembra stia stretto. Spero ne esca un quadro generale sulla questione in modo che tutti (o almeno molti) possano capire cosa sta succedendo.
Aggiornerò il Post con eventuali nuove notizie.



REPUBBLICA ITALIANA
BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO
Registrazione: Tribunale di Roma n. 569/1986
Roma 21 maggio 2009
DECRETO DEL DIRETTORE 21 Aprile 2009 n.1 581

Classificazione a provinciale della strada comunale Cervara di Roma - Campaegli nel comune di Cervara di Roma. Link
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martedì 3 novembre 2009

Conoscere l'albero: La Dendrocronologia



















La dendrocronologia è una scienza che studia gli accrescimenti degli alberi e ne permette di valutare l'evoluzione consentendo di trarre importanti considerazioni riguardo il suo stato di salute e la sua vigoria, attraverso le serie anulari ("anelli"). Nella regione temperata la crescita annuale di un albero è "registrata " dalla formazione di un anello in concomitanza del periodo invernale. Detto questo non è difficile dedurre come sia possibile riuscire a ripercorrere la vita dell'albero stesso, che se secolare o addirittura millenario può rappresentare un importante risorsa di informazioni anche per datazioni di tipo storico e ambientale. Per esempio, anelli annuali più tosto ampi denotano una stagione piovosa e quindi di maggior crescita da parte dell'albero, al contrario anelli di ampiezza ridotta stanno a significare una scarsa crescita e quindi un annata sfavorevole o siccitosa. Anche cicatrici o ferite derivate dal passaggio di un incendio o un evento traumatico/catastrofico sono registrate sull'albero nell'anno/anello corrispondente. Oltre alle analisi informative sul singolo anello la Dendrocronologia si occupa di analizzare l'ampiezza anulare di più anelli in determinate specie legnose per osservare i cambiamenti climatici, quindi in relazione alla crescita si riesce a capire l'andamento della piovosità negli anni e l'avanzamento dei processi di desertificazione facendo così previsioni nel tempo.
Le analisi vengono effettuate oltre che sull'albero abbattuto anche su rotelle trasversali ricavate dai tronchi (Vedi figura), ma per lo più su carotine lignee prelevate con un apposito succhiello (Succhiello di Pressler), che permettono uno studio più comodo, in quanto la lettura è possibile con appositi macchinari computerizzati. Quest'ultimo metodo trova largo utilizzo per analizzare alberi in piedi, in quanto non determina la morte della pianta, ma provoca solo una ferita circolare di pochi mm che viene presto cicatrizzata dalla pianta.
La Dendrocronologia oggi trova grande utilizzo anche nella datazione precisa di Quadri o opere d'arte in legno.
Varie analisi sugli alberi secolari in piedi, su travature utilizzate in antiche costruzioni e reperti di legno fossile, hanno permesso di ricreare una sequenza di anelli lignei che arriva fino a 10000 anni fà.

lunedì 19 ottobre 2009

Prima neve





venerdì 25 settembre 2009

Il Lupo: Una realtà che non deve preoccupare

I Monti Simbruini , hanno sempre ospitato questa nobile specie, ma negli ultimi anni la presenza del Lupo (Canis lupis italicus)è decisamente aumentata, con branchi che oscillano dai 2 ai 7 individui. Questa realtà valida in tutta l'Italia ha visto passare il numero di Lupi dai 100 circa degli anni 70 ai quasi 1000 esemplari attuali. Ovviamente con l'aumento demografico del Lupo sono aumentate anche le aggressioni verso gli animali domestici, ovini ed equini per lo più, prede sicuramente più facili e meno dispendiose delle prede così dette naturali come il cinghiale (Sus scrofa), il cervo (Cervus elaphus)ed il capriolo (Capreolus capreolus). Gli allevatori si sentono in pericolo in quanto un attacco al bestiame può risultare un ingente perdita economica. Con L.R.29/97 si stabilisce che i danni provocati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole e zootecniche sono risarciti dagli enti gestori delle aree protette (Parco Dei Monti Simbruini nel nostro caso), risarcimenti che richiedono però un iter di accertamento piuttosto lungo.
In passato l’uso della "lupara" ha rappresentato una delle più diffuse strategie di difesa attuate dagli allevatori. Oggi lo studio delle comunità ambientali ha confermato la grande importanza del Lupo per la fauna italiana. Purtroppo gli allevatori sono i diretti interessati e quindi i più difficili da convincere, ma con i risarcimenti e la consapevolezza che il Lupo possa predare e quindi attenuare i danni causati dai cinghiali, la situazione è leggermente migliorata. Un sondaggio del 2002 sull' immagine del Lupo ha interessato abitanti, allevatori e cacciatori di alcune comunità montane.
-Allevatori e cacciatori (94 e 93%) sono a conoscenza del fenomeno più dei cittadini (70%);
-Allevatori e cacciatori sono più informati dei cittadini (75% contro 54%);
-La presenza del lupo sul territorio è apprezzata dai cittadini (52%), cacciatori (30%) e allevatori (17%);
-Il lupo è un animale pericoloso e aggressivo per gli allevatori (72%), cittadini (33%) e cacciatori (24%).
Anche la reintroduzione del cervo mira ha limitare gli attacchi del lupo al bestiame, deviando le preferenze del canide verso l'ungulato, evitando così spiacenti e patetici atti mirati ad uccidere l'animale con i più cruenti e disparati metodi. Riporto qui sotto alcune cause di mortalità del lupo nel centro Italia.
-Colpi di fucile e prese con lacci
-Tagliole
-Piccole polpette con frammenti di vetro di lampade al neon;
-Pezzi di salsiccia (5 cm) contenenti spille da sarte;
-Polpette contenenti anticongelante paraflù( e talvolta anche Amanita phalloides o altri funghi mortali);
-Polpette contenenti ami ad ancorino legati a filo di nylon appese nei presunti luoghi di passaggio dei lupi;
-Fialette di cianuro assicurate sulla testa di cuccioli di cane o gatto utilizzati come esche vive e richiami per i lupi.

Il lupo è protetto in Italia dal 2 luglio 1971, quando con Decreto Ministeriale ne è stata proibita la caccia.
Chi ha paura del Lupo cattivo?
La cultura stessa non è dalla parte del Lupo, da sempre descritto come qualcosa di pericoloso e da eliminare in quanto considerato una minaccia anche per l'uomo stesso.
Niente di strano, quindi, se il mito del "terribile lupo cattivo"sopravvive nell’immaginario, nella cultura, nelle tradizioni e nella favolistica dell’uomo occidentale. Tutto ciò non è altro che il frutto di un retroterra culturale che ha le sue radici nell’età medievale, in quelle paure e in quelle angosce, ma i cui strascichi sono inaspettatamente e incomprensibilmente giunti fino a noi.

giovedì 3 settembre 2009

L'asfalto ed il cemento non servono

Nella nostra realtà paesaggistica e naturale mantenere le strade bianche dove possibile deve essere una priorità. Difatti l'uso di asfalto o di cemento risulta non solo anti economico, ma soprattutto antiestetico e in contrasto con l’ambiente circostante. Sono convinto che le strade bianche anche interne al centro abitato nei parchi naturali siano lo strumento principe ed indispensabile per la fruizione del territorio e delle sue bellezze. Non solo occasione di turismo e contatto con l’ambiente, ma principalmente strumento di lavoro per chi il territorio lo vive tutti i giorni e con cui vive. La viabilità in ambiente montano e forestale richiede un’attenzione ed una manutenzione costante per essere sempre pronta all’uso. Dalla semplice posa di canalette per lo scolo delle acque fino ad opere di ingegneria naturalistica; dall’ordinaria manutenzione fino al recupero di piste colonizzate col tempo dalla vegetazione. Ricordo che il principale motivo di deterioramento delle strade bianche è lo scorrimento veloce dell'acqua e non l'acqua in se stessa, non è la forza dell'evento meteorico, ma la quantità d'acqua che si incanala nelle strade, quest'ultime usate dal fluido stesso come naturale letto di scorrimento. Delle canalette di scolo ben dimensionate e distanziate nei punti critici, cioè in quelle zone dove la strada è in pendenza e dove l'acqua scorrendo può raggiungere una VELOCITA' tale che le permette di trasportare anche i ciottoli più grandi, e di creare poi quei tipici rigoli che distruggono il manto stradale. L'obbiettivo quindi è diminuire la velocità di scorrimento dell'acqua sulle strade, velocità che viene acquisita con lunghi tratti pendenti di scorrimento. Distribuendo ed incanalando l'acqua tramite canalette, come fanno da sempre nel nord Italia (dove la gente è veramente consapevole di vivere in montagna), si riducono di molto i danni alle strade e il risparmio è notevole, difatti oltre costo iniziale di "montaggio" dell'opera (irrisorio rispetto ad inutili asfalti o cementi), rimane solamente l'onere della pulizia delle canalette...
Certo rimane il problema della polvere alzata dalle autovetture, ma si potrebbe anche evitare di sfrecciare e cimentarsi in curve stile rally.
Dico tutto questo, non solo in relazione alle strade interne al centro abitato di Campaegli, ma voglio guardare lontano anche alla tanto odiata "strada" Campaegli-Livata. Una soluzione di questo tipo, sicuramente è di facile appoggio per le varie autorità, in quanto rappresenta un peso economico decisamente minore ed un passo avanti per il V.I.A. (Valutazione d' impatto ambientale) del Parco...