Monti Simbruini e Campaegli sul WEB... La passione non ha controllo... La Sfida è imparare per applicare...
venerdì 26 novembre 2010
lunedì 22 novembre 2010
ROSANERA E LE MODELLE DELLA VALLE DELL'ANIENE
Nei giorni 7 ed 8 dicembre a Cervara di Roma ed Arsoli si terranno degli incontri turistico-culturali dedicati alla modella cervarola Rosanera, la cui misteriosa sorte e storia umana sta appassionando non pochi artisti, a partire dallo scrittore-drammaturgo Gennaro Francione che per questa musa ha voluto scrivere l'opera teatrale dal titolo " Alchimia di Rosanera ". Vogliamo prendere spunto da questa prima importante iniziativa tesa a valorizzare i fermenti artistici che a partire dall'800 hanno caratterizzato diversi paesi della valle dell'Aniene, tra cui Cervara ed Arsoli, per riconsiderare sotto un'aspetto analitico il più possibile imparziale alcune vicissitudini legate ai fenomeni di natura sociale determinati dall'arrivo di molti artisti nel territorio in oggetto,e dal grande accorrere di modelle locali presso i loro studi. Fino a pochi decenni fa ciò che pochi capivano del fenomeno di cui diciamo, era il fatto che esse modelle cercavano fortemente il riscatto da una vita senza prospettive di miglioramento, da una società maschilista opprimente dove per esse c'era pochissimo spazio, da una condizione di sottomissione a regole che non davano loro possibilità alcuna di esprimere in pieno le proprie potenzialità. Quelle donne cercavano un potere che non avevano mai avuto: potere di esserci con le loro peculiarità umane; potere di contare in qualità di membri effettivi della collettività; potere come fonte di rispetto per il notevole apporto che offrivano col loro lavoro ed intelligenza alla comunità di cui facevano parte. Posare per dei pittori provenienti dall'esterno, talvolta completamente nude, rappresentava perciò un atto di ribellione che non abbiamo remore a definire dal carattere rivoluzionario. Queste modelle erano donne disperate imprigionate dentro un modello sociale che procurava loro solitudine, dolore, sofferenza di spirito, e che impediva l'espansione dei loro sentimenti, riducendone al contempo la capacità immaginativa ed impedendone il sogno dell'autorealizzazione. In tale " prigione " esse erano inserite al servizio di logiche, dogmi e riti che mal si adattavano ai loro bisogni di crescita spirituale ed umana. Veniva loro imposta dal contesto esterno una specie di " mente " attraverso la quale avrebbero dovuto pensare,una personalità con cui avrebbero dovuto convivere, una maschera attraverso cui avrebbero dovuto guardare la vita.
Avrebbero dovuto obbedire, sotto il controllo sociale, sottomettendosi a quanto preti ed autorità pubbliche e sociali imponevano loro. Questo stato di cose non poteva durare: presto avrebbe portato ad una deflagrazione inevitabile. Diventare modelle, in quelle condizioni, assumeva un significato di acquisizione di libertà e di indipendenza. Era un atto precoce di liberazione femminile, che avrebbe posto le basi per un cambiamento graduale ma inesorabile, del ruolo e della funzione della donna all'interno della società. Il messaggio era chiaro: le donne si stavano rifiutando di essere socialmente sterili per divenire fonte di creatività vera. Non solo, dunque, generatrici di figli ma, soprattutto, produttrici di idee di progresso. Con la loro ribellione avrebbero presto trionfato sulla sofferenza perpetua cui erano state destinate, riappropriandosi decisamente dei propri diritti di persone civili e produttive. Si impadronivano finalmente della personale capacità di scegliere, progettare, immaginare il proprio futuro, pagandone tutti i costi relativi a tale conquista. Ecco su cosa bisognerebbe riflettere quando si traccia la storia di Rosanera e di tutte le altre modelle della valle dell'Aniene.
Costantius
Avrebbero dovuto obbedire, sotto il controllo sociale, sottomettendosi a quanto preti ed autorità pubbliche e sociali imponevano loro. Questo stato di cose non poteva durare: presto avrebbe portato ad una deflagrazione inevitabile. Diventare modelle, in quelle condizioni, assumeva un significato di acquisizione di libertà e di indipendenza. Era un atto precoce di liberazione femminile, che avrebbe posto le basi per un cambiamento graduale ma inesorabile, del ruolo e della funzione della donna all'interno della società. Il messaggio era chiaro: le donne si stavano rifiutando di essere socialmente sterili per divenire fonte di creatività vera. Non solo, dunque, generatrici di figli ma, soprattutto, produttrici di idee di progresso. Con la loro ribellione avrebbero presto trionfato sulla sofferenza perpetua cui erano state destinate, riappropriandosi decisamente dei propri diritti di persone civili e produttive. Si impadronivano finalmente della personale capacità di scegliere, progettare, immaginare il proprio futuro, pagandone tutti i costi relativi a tale conquista. Ecco su cosa bisognerebbe riflettere quando si traccia la storia di Rosanera e di tutte le altre modelle della valle dell'Aniene.
Costantius
lunedì 15 novembre 2010
PAESI COME CERVARA SI POSSONO SALVARE
Il telelavoro potrebbe salvare dall'abbandono e dal decadimento molti paesi, come Cervara di Roma, in quanto da tale forma di attività, dati i costi rappresentati attualmente dalle esigenze esistenziali nelle grandi città come Roma, si potrebbe giungere ad un ripensamento della qualità di vita individuale, da raggingere spostando la propria residenza nei territori a Roma limitrofi, su cui non pochi stanno facendo una riflessione approfondita. A coloro che ritengono quasi utopico tale tema, dedichiamo questo breve spunto. Una delle forme di lavoro occasionale o continuativo che sta sempre più prendendo forma nelle società più evolute, tra cui l'Italia, è il telelavoro. Esso è caratterizzato dal fatto che può essere svolto dalla propria abitazione, spesso attraverso un'organizzazione degli orari autonoma,seppur condizionata dal tipo di obiettivi che tale attività si prefigge. Nel mercato attuale esso trova solide prospettive nel campo delle televendite, delle ricerche di mercato, dell'organizzazione di eventi come fiere, convegni, mostre ed altri campi simili o, per esempio, nell'ambito dello sviluppo commerciale relativo al campo in cui operano le agenzie immobiliari. Trattandosi di un lavoro che fa uso soprattutto di telefoni e computer si rivela particolarmente adatto per liberi professionisti di molti settori, per tecnici impegnati nell'assistenza, e così via. Il telelavoro, tra l'altro, consente di ridurre gli spostamenti fisici di ogni operatore, in quanto le sue capacità possono essere facilmente trasferite attraverso i nuovi strumenti multimediali. Ma...quanti decenni occorreranno agli amministratori dei comuni della campagna romana che stanno vivendo le difficoltà dell'abbandono, per comprendere che il loro futuro dipende da occasioni come queste? Gigi Trilemma
venerdì 5 novembre 2010
Cervara di Roma: un premio di pace in memoria degli orrori della guerra
Cervara di Roma è un piccolo centro abitato sui Monti Simbruini che negli anni della Seconda Guerra Mondiale, mentre la città di Roma era sotto i bombardamenti e occupata dai tedeschi, diventò luogo di rifugio per centinaia di sfollati. Per questo soccorso prestato ai fuggitivi la popolazione di Cervara fu più volte al centro di ‘rappresaglie’ naziste (ottobre 1943, maggio 1944, giugno 1944) e diverse furono le vittime della violenza e dell’odio.
Dalla volontà di non dimenticare le atrocità della guerra il Comune di Cervara ha istituito una serie di iniziative a ricordo di quegli eventi e delle persone che persero la vita, ma il sentimento che anima e guida questi appuntamenti è quello della pace e della fratellanza tra i popoli. Uno dei simboli di questo progetto è il “Sasso della Pace”, un premio realizzato dal maestro Vincenzo Bianchi che ogni anno viene assegnato a personalità che si siano distinte nel campo culturale e sociale. Insigniti quest’anno il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il Commissario Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra del Ministero della Difesa, il Generale dei Carabinieri Vittorio Barbato, e il Direttore del Museo Storico della Liberazione di via Tasso Professor Antonio Parisella.Al Museo di via Tasso il comune di Cervara ha riconosciuto il merito di una valorizzazione della memoria e della storia della Resistenza, ma anche un ruolo indispensabile nella formazione e promozione della cultura della pace, della nonviolenza e dei diritti umani.
La cerimonia di consegna sarà il prossimo sabato alle ore 17, in concomitanza con la presentazione di un documentario di Mario Refrigeri, Valle Brunetta: la Via della Memoria, sull’uccisione da parte delle truppe tedesche in ritirata da Roma di tre cervaresi, l’8 giugno 1944, ad opera di militari tedeschi in ritirata.
Agli eventi presiederà l’Assessore alla cultura della Regione Lazio, Fabiana Santini.
Tratto da Wake Up news
martedì 2 novembre 2010
Salvare l'ospedale di Subiaco
Mentre l'attuale governo annaspa sulle conseguenze della sua politica del bung-bunga che sta trascinando il nostro Paese verso la rovina, grida di allarme e di disperazione si alzano da molti territori italiani a salvaguardia di diritti e possibilità economiche e sociali che stanno sfumando gradatamente ed in modo inarrestabile.
Sui media stiamo denunciando quasi quotidianamente le aberrazioni che si evidenziano sempre più spesso, quale quella di privare i parchi nazionali delle risorse necessarie all'espletamento della proprie funzioni. La polizia non ha più i mezzi economici per pagare la benzina ai propri mezzi, le carceri scoppiano senza che nessuna prenda i provvedimenti necessari a prevenire, almeno in parte, l'enorme numero di suicidi che le stanno caratterizzando, le scuole e le università non hanno più i mezzi per la mera sopravvivenza, le fabbriche chiudono facendo elevare il numero di disoccupati e precari ad un livello non più sostenibile e pregiudicando, soprattutto, il futuro delle nuove leve giovanili. Nel gioco dei tagli quotidiani cui è soggetta attualmente la nostra Nazione, alcuni di essi divengono inspiegabili alla gente munita di buon senso.
A Subiaco, culla di Storia e di Cultura, si sta operando per un drastico ridimensionamento dell'Ospedale, cui fanno riferimento non pochi cittadini abitanti dei vari paesi della valle dell'Aniene.Tali decisioni sono il frutto della corruzione e dell'ignoranza che ormai ha pervato totalmente la nostra classe politica. Per esempio, chiedete agli attuali uomini politici chi fossero Corrado Swenheym e Arnoldo Pannatz: difficilmente vi sapranno rispondere. Eppure questi due uomini sono coloro che hanno permesso a Subiaco di vantarsi di essere stata la culla delle stampa italiana.
Accadde nel 1464, quando questi vennero a Subiaco per riprodurre alcuni manoscritti in possesso del monastero di Santa Scolastica. Inventarono, con l'occasione, un nuovo tipo di carattere, il tipo romano, dalle forme tonde e dalle linee regolari, che si sarabbe ben presto affermato a livello internazionale. Il loro processo di stampa consisteva nell' allineare i singoli caratteri in modo da formare una pagina, che veniva cosparsa d'inchiostro e pressata su un foglio di carta o una pergamena.
Nella loro opera erano sostenuti da semplici cittadini ed autorità che avevano un'intelligenza ed un buon senso molto diversi da quelli che notiamo nell'attuale classe politica; i tagli alla sanità che si dovranno compiere inevitabilmente, a quanto ci dicono, per rientrare del debito (creato sempre da chi ha governato in passato) e che vanno a ridimensionare, come nel caso di Subiaco, ospedali che prestano i propri servizi allo scopo di salvare vite umane ne sono l'esempio più lampante.
Gigi Trilemma
Tratto da www.laveracronaca.com
sabato 30 ottobre 2010
BRIGANTI A CERVARA E NELLA CAMPAGNA ROMANA
Per molti secoli la Campagna romana, Cervara compresa, fu soggetta alle incursioni di vari gruppi di briganti. Il fenomeno è riconducibile allo stato di miseria in cui si trovavano a quel tempo le masse contadine di tutto il territorio dell'Aniene,appesantito dalle gravi ingiustizie sociali conseguenti alle politiche messe in atto dai feudatari locali, che spesso erano in lotta tra loro, insieme alle varie manipolazioni che vedevano protagonisti i vertici delle gerarchie ecclesiastiche facenti capo al Vaticano. Uomini, territori ed animali, venivano scambiati in un mercato senza regole se non quelle imposte dai più forti del momento. In questo contesto, non erano pochi i contadini o pastori che decidevano di arruolarsi nei gruppi che volevano sovvertire le istituzioni dominanti e che, una volta intrapresa tale strada, si macchiavano di imprese, talvolta eclatanti, non più corrispondenti alle aspirazioni ideali originarie. Nel sedicesimo secolo, per esempio, la Campagna romana vide affermarsi un valentissimo brigante, Marco Sciarra, denominato successivamente Sciarpa, che con le sue gesta arrivò addirittura a minacciare la stessa esistenza del potere di Roma. Si presentava nei vari territori in cui metteva in atto delle razzie così: " Sono il flagello di Dio, e inviato da Dio contro gli usurai e quelli che posseggono denaro improduttivo. Rubo ai ricchi per ridistribuire ai poveri ". E' superfluo aggiungere che riusciva facilmente ad ottenere appoggio e copertura da quasi tutti i pastori e contadini dei territori in cui imperversava, trovandosi conseguentemente agevolato in molte scorribande come quella inerente l'assedio portato al Castello Massimo di Arsoli, nel 1591. Marco Sciarpa aveva tre validi luogotenenti : Pacchiarotto, Battistello da Fermo ed il fratello Luca, coi quali amministrava un esercito personale che nel tempo avrebbe raggiunto il numero di quasi mille uomini. Morì povero, dopo aver distribuito a tutti coloro che erano in evidenti difficoltà, quanto aveva accumulato con le sue razzie, per mano di uno dei suoi uomini: Battistello. Questi lo uccise a tradimento per guadagnare pe sè ed i suoi uomini la grazia del Papa.Costantius
giovedì 21 ottobre 2010
COMUNICATO DELL'EDITORE COSTANZO D'AGOSTINO
E' in corso di impaginazione e nei prossimi giorni andrà in stampa, il fumetto " Scandy ". I protagonisti di esso si richiamano a tre soggetti realmente esistiti.
SCANDY, è una proiezione nell'attualità dell'eroe albanese ed europeo Giorgio Castriota Scanderbeg. Il suo ritorno dall'oltretomba è motivato dalla ragione che la sua casa romana, il Palazzo Scanderbeg che si trova tra il Quirinale e la Fontana di Trevi, è sprovvista di una targa commemorativa delle sue leggendarie gesta contro l'invasione ottomana ed al contrario, mentre era in preparazione questo fumetto, accanto al suo portone stava in bella vista una targa indicante in quel luogo un museo della pasta.ROSANERA, è stata una nota modella originaria del paese di Cervara di Roma, vissuta verso la metà del 1800 ed immortalata dal noto pittore francese Ernest Hebert. Simbolo di arte ed amore universale, ritorna tra i vivi perchè sollecitata dallo stato di lento abbandono che stanno subendo molti paesi della campagna romana, come appunto Cervara.BRIC, è un bastardello utilizzato dal veterinario romano Giuseppe Parrelli, scomparso nel 1988, fondatore della L.A.I. ( Lega antivivisezionista italiana ), quale simbolo di lotta al fenomeno dell'abbandono degli animali e al collegato randagismo, oltre che, ovviamente, al contrasto contro ogni forma di sofferenza provocata agli animali durante gli esperimenti scientifici.E' superfluo aggiungere che appassionanti storie d'azione e d'avventura copriranno l'orizzonte del prossimo futuro, con degli intrecci e situazioni che oltrepasseranno le dimensioni del tempo e dello spazio.
Costanzo D'Agostino
lunedì 18 ottobre 2010
Salviamo i Parchi Naturali Italiani
È l’appello che lancia National Geographic Italia dopo la decisione di voler dimezzare le risorse finanziarie per la tutela e la gestione di queste aree protette. Con il taglio di 25 milioni di euro previsto dalla manovra, le conseguenze sarebbero gravi per la sopravvivenza di 24 parchi nazionali e di altrettante aree marine: riduzione del personale addetto, mancanza di fondi per gli stipendi, minore organizzazione del lavoro, solo per citarne alcune.
I nostri parchi rappresentano una ricchezza non solo dal punto di vista della biodiversità, ma anche economico, perché tra attività dirette e indotto, alimentano un giro di affari di 2 miliardi di euro, con 86 mila occupati, con 34 milioni di visitatori (in continua crescita), con il 33 per cento dei comuni che ha una parte di territorio nelle aree protette, con 1.770 centri storici inseriti dentro queste zone. E sono 4,5 milioni gli italiani residenti nei parchi.
Stiamo dunque parlando di un patrimonio pubblico, che appartiene alla comunità nazionale. Ed è un bene che aiuta a salvaguardare l’ambiente, a migliorare la qualità dell’aria che respirano milioni di italiani.
Perciò i parchi devono essere difesi, protetti, valorizzati. Tagliare i fondi a loro disposizione può significare la chiusura di molte strutture. National Geographic Italia si augura che il governo annulli questa decisione insensata.
Fonte: National Geographic
martedì 12 ottobre 2010
PERCHE' ROSANERA E' L'EROINA DI CERVARA
Quando Ernest Hebert giunse a Cervara nel 1856, nel paese vigeva una società conformista che prevedeva il rispetto, più che ossequioso, da parte dei figli, nei confronti dell'ideologia familiare. Il fatto che Rosanera avesse intrattenuto, qualche tempo prima, rapporti sessuali con un giovane cervarolo, che sarebbero sfociati nella nascita di un figlio, e che questi l'avesse dopo abbandonata, senza dubbio costituiva un'infrazione di grave portata: la peculiarità, poi, che la comunità fosse estremamente piccola ed i fatti di ognuno divenissero continuamente argomento di discussioni e pettegolezzi da parte di tutti, rendeva ancora più drammatico il destino della modella di Cervara. Questa fu, in qualche modo, perciò, costretta a prendere la strada del distacco dalla propria famiglia, che l'avrebbe portata a divenire un'eroina, capace di dare libero corso alle proprie emozioni e scelte. Quanto accaduto non
significa che Rosanera avesse smarrito, per via degli accadimenti che l'avevano travolta, il proprio amore per la famiglia e per Cervara, anzi. Consideriamo i tantissimi casi in cui uomini e donne sono riusciti ad instaurare una relazione profonda ed affettuosa con i propri genitori e la propria terra d'origine, soltanto dopo un traumatico distacco. Certamente, allora, scopriremo che il loro amore per essi si è trasformato in modo sorprendente, divenendo un qualcosa simile a una specie di " amore universale " e lasciando la dimensione circoscritta alle relazioni tra esseri umani in carne e ossa, in un dato contesto ambientale. In questo caso i genitori e la famiglia non sono stati più
significa che Rosanera avesse smarrito, per via degli accadimenti che l'avevano travolta, il proprio amore per la famiglia e per Cervara, anzi. Consideriamo i tantissimi casi in cui uomini e donne sono riusciti ad instaurare una relazione profonda ed affettuosa con i propri genitori e la propria terra d'origine, soltanto dopo un traumatico distacco. Certamente, allora, scopriremo che il loro amore per essi si è trasformato in modo sorprendente, divenendo un qualcosa simile a una specie di " amore universale " e lasciando la dimensione circoscritta alle relazioni tra esseri umani in carne e ossa, in un dato contesto ambientale. In questo caso i genitori e la famiglia non sono stati più
visti come un centro d'autorità capace di porre un veto alla gioia di vivere e, soprattutto, alla sessualità, ma come solide radici su cui basare il proprio orientamento di vita. Il distacco di Rosanera da Cervara e la sua famiglia va, secondo noi, letto sotto questo aspetto. Senza trascurare il fatto che ella aveva avuto un figlio della cui sorte e futuro certamente si sentiva responsabile. Tutti noi sappiamo bene come la nascita di un figlio porti ogni genitore ad iniziare una nuova fase di vita in cui si afferma una nuova visione del proprio ruolo e del contesto sociale in cui si è inseriti. Da sempre, infatti, i figli simboleggiano ciò che è nuovo. Sono i messaggeri di un'epoca felice che si prospetta. Rosanera, nella sua scelta di lasciare Cervara per tentare di farsi una nuova vita in Francia(aiutata da Ernest Hebert ), dove sarebbe divenuta una modella di notorietà nazionale, è stata l'evidente espressione di un comportamento eroico. Ha dimostrato, a conferma di ciò, di aver saputo padroneggiare una situazione di vita sfavorevole se non estremamente difficile, traendo forza soprattutto dalla sua intelligenza e fiducia in se stessa.
Un ammiratore di Rosanera
Un ammiratore di Rosanera
giovedì 30 settembre 2010
TURISMO E TERRITORIO: L'ALBERGO DIFFUSO
Un modo del tutto originale di fare turismo accompaganto da un modello di
sviluppo sostenibile e a zero impatto ambientale con finalità ultima la
valorizzazione ed il rilancio del territorio. E' questo in estrema sintesi il
concetto di albergo diffuso, un' idea interamente italiana nata per offrire l'
ospitalità con tutti i classici servizi albergheri, ma all'interno di una
logica orizzontale e non verticale, vale a dire diffusa sul territorio,
recuperando strutture già esistenti e di conseguenza senza impatto ambientale.
Il tutto creando sviluppo del territorio stesso anche attraverso il
coinvolgimento dei produttori locali in modo da proporre ai turisti non una
semplice vacanza, ma una vera e propria sintesi dello stile di vita di un luogo
nel quale ci si immerge interamente. L'idea, "semplice ma geniale" come la ha
definita il New York Times in un recente servizio, ha il marchio indelebile del
made in Italy e nasce anche con lo scopo di rilanciare i borghi o piccoli
comuni; ripercorriamo la storia di questa originale proposta con il sig.
Giancarlo Dall’Ara, docente di marketing turistico nonchè colui che ha messo a
punto il modello “albergo diffuso”.
Cosa è esattamente il modello Albergo Diffuso?
"Un albergo diffuso è un albergo che non si costruisce, ma che nasce mettendo
in rete case preesistenti, vicine tra loro, e garantendo agli ospiti tutti i
servizi alberghieri, dalla piccola colazione all’assistenza, ai locali comuni,
alle pulizie quotidiane ecc... Dunque il “modello” dell’AD è quello di un
albergo orizzontale, gestito a livello imprenditoriale, un modello made in
Italy, sostenibile ed in grado di dare un contributo allo sviluppo turistico
dei Borghi del nostro Paese."
Come e quando nasce questo modello? In quali paesi è diffuso?
"Dopo i primi tentativi in Friuli e in altre Regioni del Paese il modello
nasce ufficialmente 12 anni fa con la prima normativa di una Regione italiana -
la Sardegna - che lo riconosce ufficialmente e ne permette l’apertura e la
gestione. Gli AD esistono solo in Italia anche se sono stati avviati un paio di
progetti anche all’estero. In ogni caso l’attenzione a questo fenomeno all’
estero è rilevante. Il New York Times ha dedicato all’AD un reportage il 10
maggio scorso e ha definito il modello “semplice ma geniale”. Anche il
quotidiano Sud Deutsche Zeitung ha dedicato molta attenzione a noi e così pure
da anni le Guide Lonely Planet, solo per fare degli esempi. Tra l’altro all’
estero albergo diffuso non si traduce, riconoscendo così che si tratta di una
formula italiana. Proprio come facciamo noi parlando di B&B, che è un modello
ospitale anglosassone."
Differenze principali con un albergo ordinario?
"Rispetto ad un albergo ordinario un AD è diverso perché non nasce pensando ai
turisti, non è cioè un albergo per turisti. Nasce pensando ai residenti, e
considera i turisti come dei residenti “temporanei”. Da questo punto di vista
un AD non vende camere, ma offre un’esperienza vera, autentica, quella dello
stile di vita di un borgo. Più il borgo è vivibile, più l’AD può contare su una
domanda interessata a viverne l’esperienza."
Quali sono i vantaggi per gli ospiti di queste strutture rispetto ad un
albergo ordinario?
"I vantaggi sono quelli di sentirsi parte di una comunità vera, di un
vicinato. Sono quelli di sentirsi trattati da persone, prima che da clienti. Io
ritengo che un AD, a differenza di tanti alberghi standard, sia in grado di
offrire una ospitalità che affonda le radici nella cultura del luogo."
Quanti membri raccoglie l'Associazione nazionale degli Alberghi Diffusi di cui
Lei è Presidente?
"Quasi tutti gli alberghi diffusi veri (purtroppo non mancano gli abusi del
termine, soprattutto nelle regioni che non hanno una normativa specifica)
aderiscono all’Associazione nazionale. Sono poco più di 40 strutture presenti
in una quindicina di regioni del paese. L’elenco è nel sito alberghidiffusi.it"
Secondo lei è un fenomeno destinato a crescere? Come viene visto in Italia?"
l fenomeno è certo destinato a crescere, ma gli AD non saranno mai un numero
elevato, perché gestire un AD è più complicato rispetto alla gestione di un
albergo tradizionale, verticale, e comporta qualche diseconomia in più. Un
gestore di un AD deve essere un grande appassionato del territorio. In ogni
caso contiamo di arrivare ad un centinaio di strutture entro non molto tempo."
La diffusione dell'albergo diffuso è stata sempre favorita o ha trovato
talvolta qualcuno che è andato contro?
"Nessuno ha remato contro l’AD, però poche istituzioni lo hanno davvero
favorito. Si pensi che non è mai stato possibile organizzare un incontro con il
Ministero, al quale vorremmo chiedere di emanare delle linee di indirizzo,
visto che, in Puglia, la Regione chiama Alberghi Diffusi i centri di raccolta
degli immigrati! Ci piacerebbe poi contare su qualche incentivo, in
considerazione del fatto che il modello dell’AD è un contributo per frenare lo
spopolamento dei centri storici. Ma solo tre Regioni in Italia prevedono
incentivi per chi realizza un AD."
mercoledì 22 settembre 2010
mercoledì 15 settembre 2010
Rosanera: L’AMORE DI ROSANERA
Com'è noto, Rosanera ad un certo punto della sua vita era stata sedotta e successivamente abbandonata da un giovane di Cervara. Dalla relazione con questi era, per giunta, nato un figlio, per cui la sua condizione sociale all'interno della comunità del paese di Cervara era divenuta estremamente difficile ( stiamo parlando della Cervara di metà 1800 ). Quando giunse in paese il pittore francese Ernest Hebert, si presentò davanti alla sua vita la svolta. Questi le chiese di divenire sua modella per delle opere che aveva in mente, ma, per la verità, Rosanera, all'inizio, si dimostrò alquanto titubante. Solo le condizioni di assoluta precarietà in cui si trovava la convinsero, successivamente, ad accettare la proposta di Hebert. Nacquero le prime opere, oggi note a livello mondiale, come " Rosanera alla fontana ", " Le cervarole ", ecc. e durante il rapporto quotidiano per la realizzazione di tali opere pittoriche nacque tra i due la scintilla che doveva presto sfociare in una travolgente storia d'amore.I due amanti si trovavano nell'età del pieno vigore fisico non avendo Ernest Hebert ancora compiuto 40 anni e Rosanera forse 30 e certamente trascorsero abbracciati in continui amplessi molta parte del tempo dei loro incontri. Hebert era, come tutte le persone normali di quell'età, attraversato da continue tempeste ormonali, rinnovate ogni giorno sempre più dalla vista di una ragazza di tale bellezza da apparirgli quasi come una dea. Si sentiva felice, ispirato e finalmente realizzato. Ma...come comunicare al mondo questo stato di euforia continua da cui era pervaso quando stava insieme a Rosanera? C'è riuscito attraverso l'opera " La Fille aux Joncs" in cui Rosanera è ritratta completamente nuda, con una grazia ed una perfezione fisica senza uguali. Contiene un'energia particolare quest'opera, che trasmette emozioni e vibrazioni incontenibili a chiunque la osservi in profondità. Un messaggio che sa di immortalità artistica insieme ad appagamento vitale indefinibile. E' come se Hebert, attraverso essa, ci dicesse: " Quardate che ben di Dio m'è toccatoin sorte! Di lei ne farò la mia musa ed una tra le modelle più importanti di Francia !" Sappiamo che le cose sono in seguito andate proprio così.
Cervara, terra di artisti, quando capirai che sei stata tu, col tuo incanto e la tua natura, a provocare tutto questo?
Quanto tempo ti servirà per comprendere il grande amore che provava per te Rosanera?
Gigi Trilemma
Cervara, terra di artisti, quando capirai che sei stata tu, col tuo incanto e la tua natura, a provocare tutto questo?
Quanto tempo ti servirà per comprendere il grande amore che provava per te Rosanera?
Gigi Trilemma
domenica 12 settembre 2010
MONTI SIMBRUINI IL PARCO ORMAI PROSSIMO AL COLLASSO
Riporto interamente il comunicato stampa del WWF Lazio.
Mentre viviamo l’inizio di una nuova stagione di commissariamenti per Parchi e Riserve, va segnalata la situazione ormai tragica in cui versa la più ampia ed importante area protetta del Lazio: il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini.
La Regione Lazio non eroga più, da Febbraio 2010, alcun euro al Parco.Il risultato è visibilissimo. In assenza del servizio di vigilanza, con i venti guardaparco appiedati, privati delle auto di servizio senza benzina e assicurazioni, su un’area di 30 mila ettari, il territorio rimane in balia delle numerose ed estemporanee presenze estive che con macchine e moto si infilano ovunque, depredando e devastando prati e boschi. Il bracconaggio, nemico storico dell’area, ha già causato la morte di due lupi nel territorio di Camerata Nuova.
Sembrerebbe inoltre che torme di creditori assedino la Direzione e il distacco di telefoni, luce, gas sia questione di ore. In più vi sono danni alla fauna selvatica ed alle colture, da rifondere, per decine di migliaia di euro. “Abbiamo già segnalato - dichiara Vanessa Ranieri Presidente del WWF Lazio - le nostre preoccupazioni relative alla nuova stagione dei commissariamenti, non vorremmo, dunque, che nei Monti Simbruini si vedesse compiere, nel corso della gestione straordinaria, lo scempio stradale del Fosso Fioio. Insomma, che commissariamento per la più grande Area Naturale Protetta del Lazio, non sia sinonimo di cerimonia funebre.”
La Regione Lazio non eroga più, da Febbraio 2010, alcun euro al Parco.Il risultato è visibilissimo. In assenza del servizio di vigilanza, con i venti guardaparco appiedati, privati delle auto di servizio senza benzina e assicurazioni, su un’area di 30 mila ettari, il territorio rimane in balia delle numerose ed estemporanee presenze estive che con macchine e moto si infilano ovunque, depredando e devastando prati e boschi. Il bracconaggio, nemico storico dell’area, ha già causato la morte di due lupi nel territorio di Camerata Nuova.
Sembrerebbe inoltre che torme di creditori assedino la Direzione e il distacco di telefoni, luce, gas sia questione di ore. In più vi sono danni alla fauna selvatica ed alle colture, da rifondere, per decine di migliaia di euro. “Abbiamo già segnalato - dichiara Vanessa Ranieri Presidente del WWF Lazio - le nostre preoccupazioni relative alla nuova stagione dei commissariamenti, non vorremmo, dunque, che nei Monti Simbruini si vedesse compiere, nel corso della gestione straordinaria, lo scempio stradale del Fosso Fioio. Insomma, che commissariamento per la più grande Area Naturale Protetta del Lazio, non sia sinonimo di cerimonia funebre.”
sabato 11 settembre 2010
IL MISTERO DI ROSANERA
Rosanera è la modella cervarola immortalata dal pittore francese Ernest Hebert in alcune sue opere pittoriche di notorietà mondiale. Poco si conosce di questa ragazza dal corpo perfetto: nè da quale famiglia di Cervara provenisse, nè quale precisa influenza abbia esercitato Hebert riguardo la decisione di trasferirsi in Francia dove sarebbe presto divenuta una modella di importanza nazionale. Chiaramente approfondite indagini negli archivi della diocesi d'appartenenza di Cervara associate a riscontri e testimonianze che si potrebbero reperire nella città francese di Grenoble, potrebbero far luce meglio sulla vita di questa bellissima ragazza. Lo scrittore-drammaturgo Gennaro Francione, su sollecitazione del suo amico ed editore Costanzo D'Agostino, ha voluto dedicarle un'opera, trasferendola in un limbo artistico dove le sue vicissitudini vengono fantasticamente elevate nel livello simbolico dell'arte teatrale: attualmente un noto regista che insegna all'università di Cassino ha in animo di creare una compagnia teatrale capace di rappresentare l'opera in oggetto. Rosanera sarà presto, inoltre, coprotagonista di un fumetto, sempre edito dall'editore Costanzo D'Agostino, in cui affiancherà Skandy, protagonista principale che si richiama all'eroe albanese ed europeo Giorgio Castriota Scanderbeg,invincibile difensore della civiltà occidentale, in alcune avventure che vedono primeggiare giustizia, onestà e bellezza rispetto ad altri valori negativi. Rosanera, insomma è l'eroina di Cervara ancora tutta da scoprire: c'è da specificare che oggi non appartiene più solo a Cervara in quanto è divenuta una musa appartenente al mondo della Cultura.
Costantius
mercoledì 8 settembre 2010
FORMAGGI DEI SIMBRUINI
Che ne dici di un assaggiodi un buonissimo formaggio?Se vuoi farti un'abbuffata te lo do di Camerata, che ti mangi un pecorino dal sapore sopraffino. Se ti piace quello opaco ti do quello di Subiaco che ti fa sentire bene da scordar tutte le pene. Nella tavola ti venne pure quello fatto a Jenne che lo spizzichi e l'assaggi come il meglio dei formaggi. Se non sei uno ch'arretra te lo do di Vallepietra che arrivato alla tua bocca senti il gusto della rocca. Mentre intanto il vino bevi senti la bontà di Trevi dove fanno le caciotte pe' incantà le giovinotte. E se esageri col vino te lo do di Filettino: t'accompagna lungo il viaggio rimettendoti coraggio. Basta che non fai caciara se ti dico che a Cervara nè d'aprile,nè di maggio puoi trovare più formaggio.
Mario Pecora
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